Charlie Bewley per Ok magazine

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  David Slade è bravissimo a creare atmosfere: capisce di cosa ha bisogno ogni scena, sa disporre ogni cosa al meglio per generare atmosfere cupe. Può succedere che interrompa le riprese per modificare qualcosa, e poi dica: “Torna indietro, ripeti quella battuta ma dando più enfasi a questo aspetto”.

Ogni particolare è molto curato: sul set mi sono trovato a non poter esprimere la stessa teatralità che avevo nel film di Chris [Weitz]. Ma è proprio questa la novità portata da David: un film più realistico. Eclipse sarà più vero.

Chris è una persona estremamente organizzata nel suo lavoro, è meticoloso nella preparazione, semplicemente perché lavora a progetti enormi, e New Moon era uno di questi. Prima di scegliere Montepulciano ha visitato tutti i paesini dei dintorni per scegliere il migliore, e ci è riuscito. Quando si arriva sul set, Chris sa di aver già fatto gran parte del lavoro: deve solo riporre fiducia nei suoi collaboratori.

Julia Jones per Radar Online

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I lupi maschi sono enormi, io invece – essendo l’unica femmina del branco – sono un lupo più piccolo, di colore grigio chiaro. Ho dovuto girare molte scene d’azione, saltando e atterrando su un materasso, proprio come gli altri lupi. Dopo 18 ciak mi sono resa conto che stavo cadendo a terra, e che avevo del fango sul mento. E’ stato così stancante che per quattro giorni non sono più riuscita a sollevare le braccia!

Nelle pause delle riprese mangiavamo tantissima cioccolata. Facevamo a gara a lanciare acini d’uva o cioccolatini nelle rispettive bocche. Il più bravo era Taylor!

Credo che, se il tema centrale di New Moon erano i problemi di cuore, quello di Eclipse invece è l’immortalità.