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Tutto cominciò con una torta.

Era il 1999 e Chris Weitz, con il fratello Paul, era intento a... "deflorare" il dolce per eccellenza in American Pie [ndr: perdonate il gioco di parole, non è farina del mio sacco!]: da allora, i fratelli sono diventati due tra i registi più ricercati di Hollywood.

Chris era poco più che ventenne, ma è stato abbastanza furbo da non incastrarsi nello stesso progetto troppo a lungo (American Pie vanta ben sette sequel, tutti uguali): si è chiamato fuori dal giro per dirigere film più adulti come About a Boy, adattamento del romanzo di Nick Hornby, con Hugh Grant; dedicando poi gli anni seguenti al progetto che più lo appassionava, il fantasy La Bussola d'Oro: altro adattamento di un libro per lo schermo, altro budget stellare, ma troppe aspettative del regista e infinite pressioni della casa di produzione hanno sacrificato il risultato sul botteghino.

Con New Moon, dopo aver preso le redini di un altro franchise di dimensioni mondiali, siamo quasi certi che dirigerà un'opera in grado di sbancare tutte le più floride previsioni di incasso.

Come si fa a dirigere un film, quando tutti non solo conoscono la storia, ma anche la fine?
In un certo senso è un vantaggio. Se la gente conosce e ama il libro, significa che avranno piacere a vederne il film, che è quello che speri quando stai girando. E' necessario un delicato equilibrio per restare il più possibile fedele al libro, ma portare qualcosa di nuovo e coinvolgente. Mi considero un fan della saga come chiunque altro e il modo in cui vedo le cose nella mia testa è identico a quello di ognuno di loro, solo che a me è successo di avere a disposizione milioni di dollari per poter rappresentare questa visione. La speranza è che lamia sia una visione del libro abbastanza buona da coinvolgere, divertire ed emozionare il pubblico, anche se sanno come andranno a finire le cose.

Una delle mie teorie preferite sulle cospirazioni che girano intorno a New Moon, è che i produttori stanno ordinando a Kristen Stewart e Robert Pattinson di mantenere segreto il loro amore, perchè potrebbe influenzare il modo in cui il pubblico potrebbe percepire la storia, anche dei prossimi film.
I fan sanno quale aspetto avranno i Volturi, o come Taylor Lautner sarà strepitoso nei panni di Jacob e i produttori sanno che questi sono punti di forza, insieme al fatto che siamo rimasti fedeli alle nozioni che la gente ha del libro. Vogliono analizzare queste cose man mano. Sì, è un complotto... ma la congiura in atto si chiama marketing.

Ci sono tanti film e romanzi sui vampiri, così come ce ne sono tanti che parlano d'amore e adolescenti: cos'ha di speciale Twilight, e il suo triangolo amoroso, da aver attirato così tanta attenzione?
Per me la cosa ha poco a che fare con vampiri e lupi mannari, è per le situazioni emotive ben identificabili. Bella è indecisa tra il suo caro amico, che le sta vicino, e il suo lontano e irraggiungibile oggetto del desiderio. Questo è uno scenario piuttosto comune, in cui la gente si identifica, è qualcosa che tutti hanno sperimentato: quando rompi con qualcuno, ti piace pensare che se sarai abbastanza coraggioso, abbastanza straordinario, puoi essere in grado di salvare il rapporto. E ci piace pensare che la persona che ti ha lasciato lo ha fatto per il tuo bene, contrariamente a quello che dice il suo cuore. Di solito non è mai così, ma in questo caso sì, è un bel modo per soddisfare i nostri desideri. La cosa grandiosa è che la Summit ha saputo comprendere che ci sono punti oscuri che il film deve affrontare per far sì che funzioni: non hanno paura dell'angoscia e del dolore che ci sono nel libro. In un certo senso, è un film strappalacrime, ma è anche molto all'avanguardia con gli effetti visivi.

E' una cosa che si sente anche nelle musiche melodrammatiche, lo fa chiunque abbia un cuore spezzato...
Probabilmente stiamo creando uno dei migliori album con mix sonori di ogni tempo, per la colonna sonora. Alexandre Desplat si occupa della lirica, il che apporta le sonorità del romanticismo francese, partendo da Debussy e Ravel, arrivando ai giorni nostri con la musica di Alexandre Jarre: ci siamo concessi il lusso di inserire pezzi carichi di emotività. Probabilmente dovrei aggiungere che ci sono anche pezzi molto moderni, per la gioia dei ragazzi, ma per il momento metterei da parte la cosa.

Hai paragonato Pattinson al "maschio irraggiungibile". Si vedono sempre storie di uomini che inseguono le donne amate, ma è raro vedere storie in cui sono le donne a inseguire il loro amore impossibile, e quando accade, di solito si gestisce la cosa in maniera comica.
Una farsa.

Esattamente. Si è sempre sentito parlare di quanto gli uomini fissino le donne nei film, ma qui sembra esserci una buona componente femminile che fisserà i protagoniti maschili. E uno dei prerequisiti perchè accada, è il numero di volte in cui Pattinson e Lautner si toglieranno la camicia.
Le donne sono state oggettivate in abbondanza nei film di Hollywood, ma in Twilight e New Moon c'è una sorta di castità in merito alla nudità, comunque sempre sopra la vita: ci si avvicina con un po' di tatto, non è solo un'esposizione immotivata di carne umana, per il gusto di farlo, ma è dettata dalla necessità del momento. Detto questo, aver portato al Comic Con una gran quantità di muscoli in esposizione è stato divertente, abbiamo potuto vedere la reazione delle fan; ho sempre cercato di fare film che tengano conto del pubblico femminile, perfino in American Pie, che è un genere notoriamente misogino.

American Pie, come Twilight, è stato uno di quei film che ha lanciato la carriera di molti attori del cast. Vuoi dare loro qualche consiglio?
Non mi sento particolarmente qualificato per farlo, io non sono nella loro situazione: non ho a che fare con quel tipo di fama, non è che mi seguano e riconoscano ovunque vada. Anzi, sono riconoscibile in proporzione inversa alla mia vicinanza a Rob: c'è una sorta di equazione individuabile; fondamentalmente, se sono nel raggio di 50 metri da Rob, mi riconoscono, altrimenti no. Inoltre credo che non abbiano realmente bisogno di consigli, sono tutti determinati a rimanere fedeli al loro stile di vita, a dispetto di quello che li circonda e che potrebbe fargli perdere la testa. L'unica cosa che potrei dir loro è questo: rimanere persone intelligenti e dignitose, come di fatto sono già. E non credo che avranno problemi a farlo.

Ho sentito dire che l'esperienza sul set è stata piuttosto difficile.
E' stato così in Italia [nota personale: ragazzi, ma che figura abbiam fatto?]. Non è stato tanto una questione di correre e essere inseguiti, era più una situazione stile "Gli Uccelli" (di A.Hitchock): ti guardi intorno e vedi dieci ragazze. Poi diventano venti. Poi trenta. Poi quaranta. poi improvvisamente la strada che hai intenzione di fare per raggiungere la tua postazione o per andare a pranzo è stata bloccata e non hai modo di passare. Quindi o ci passi attraverso, ma la cosa richiederebbe ore perchè devi scattare foto e fare autografi, ed è giusto così, del resto è grazie a loro se si è fatta tanta strada e se siamo dove siamo. Oppure ignori tutti e passi correndo.

Ci sono state esperienze folli con i fan?
La cosa folle è stato notare come la gente sia straordinariamente favorevole e amichevole, entusiasta. Vogliono davvero che le cose siano fatte per bene, ma non sono iper-critici. Per ora ci lasciano il beneficio del dubbio, quindi siamo innocenti fino a prova contraria. Una gran cosa, che non sempre avviene, ti giudicano prima del tempo. Poi ho incontrato una ragazza italiana a Montepulciano, che poi è riapparsa a Vancouver, chiedendomi se mi ricordavo di lei: e io me la ricordavo, perché parla un inglese impeccabile. Era lì con sua madre e pensavo fosse una cosa pazzesca, non avrebbe dovuto essere a scuola? Ma in fondo non mi riguarda.

C’è un altro libro di cui ti piacerebbe girare il film?
Mi piacerebbe girare nuovamente La Bussola d’Oro. Non mi è stato permesso di fare completamente il mio lavoro, la mia versione personale del libro, rifinendo a dovere gli effetti speciali, e non ho potuto approfondire le mie idee per paura della casa produttrice. Anche se a dire il vero è stata un’esperienza devastante e non me la sentirei di trascorrere altri tre anni a lavorarci su.

Ma in fondo è stato un bel film.
E’ un buon film da guardare. Ci sono momenti in cui quello che avevo immaginato leggendo è quello che si vede sullo schermo, ma è stato passato al setaccio in modo che le idee davvero interessanti, soprattutto sotto l’aspetto emozionale, spesso sono andate perdute. E questo è un vero peccato perché prendo molto seriamente la responsabilità del rappresentare su pellicola quella che era l’idea originale dell’autore del libro. Questa mancanza nei confronti di Philip Pullman mi ha rattristato, perché è uno degli autori che più ammiro al mondo. Devo dire che con New Moon, la Summit si è resa conto che i fan vogliono vedere il libro nel film, non solo un film sui vampiri.

 

Fonte: BoxOffice.com